Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Traduzione a parte’ Category

nasturzio

Odio, odio, le architetture delle mie parti con quei loro mattoni rossi dozzinali, i muri grigi o giallini, le tapparelle al posto delle persiane e le tegole, niente, non mi piace niente. (Mi son scelta per viverci una città a cui non vedi i tetti se non quando sei così in alto che dietro c’è il mare e non ci fai caso, una città di case alte e colorate così strette che tra una e l’altra non passi o passi solo abbracciata, e sulle persiane ci hanno imbastito su una storia…)

Ma niente come queste campagne di mais e grano e vigne e boschi di tigli perfettamente ordinati mi fa venir voglia di avere un giorno un pezzetto di terra di cui prendermi cura secondo gli orari e le stagioni del sole, con molta o poca acqua, coi resti della cucina, e gli strumenti giusti e le mani con le unghie sporche e l’amore incondizionato, o no – hai presente la gioia di vedere splendere il nasturzio nei giorni di pioggia e andare al fiume con due bottiglie di vetro e cogliere margherite per il bicchiere sul tavolo della cucina

Annunci

Read Full Post »

Tre treni

Questa mattina ho fatto tutta la strada da casa a stazione immaginando i discorsi di tanti vicini su di me, la pazza del Lagaccio, quella che scende ticchettando la creuza alle 7 e canta sempre con le cuffie e quando arriva a quell’angolo che a destra ha la lanterna e a sinistra la collina di Carignano esclama ogni volta UAO…

Ah! Lo splendore immenso e vivace delle parole che son tutte vocali! Lo stridore infinito e tagliente delle lingue che son tutte consonanti!

(Mentre lo penso passa un ragazzetto sguaiato che mi ricorda Hamza)

Va bene, intanto, usciamo una sera se mi sarò riposata, così potrai stancarmi con le tue cazzate. Metto il rossetto, gli stivali, ma tu portami in moto prima che a letto e sarà tutto facile dopo. Mi chiedo in che momento – esattamente – ti ho fatto credere che mi avrebbe fatto piacere rivederti

Rivediamoci

Rivediamo l’opinione che entrambi abbiamo l’uno dell’altra

Abbiamo ragione che le persone si chiamano in treno per dirsi le cose più inutili. “Sono a Lingotto”: ma esiste un’app per restare informati su questo! Che ce ne facciamo noialtri della telecronaca delle nostre stesse azioni?

E il cane ha mangiato? E il cane non ha mangiato. E tu? Metto su musica d’amore. Rivediamoci e mettiamo su musica d’amore. Mangiamo un cane

(Dò titoli alla scrittura come atto, non come risultato)

Read Full Post »

Prima del cdc

Bevo il caffè in un baraccio vicino alla scuola che puzza costantemente di fumo, perché escono con le loro sigarette solo se ci sono io al bancone (impareranno a conoscermi, che non mi importa)

Mi stupisce non trovarci i miei alunni peggiori, ma sono troppo piccoli per servirsi di posti così, si nascondono ancora ai giardinetti per i primi tiri di canna, per le prime carezze, i petardi illegali

Oggi uno mi ha chiesto aiuto così esplicitamente, ma io non so come fare. Gli ho tenuto su la testa con le mani quando ci si è appoggiato nel bel mezzo del compito in classe, come ho fatto tante volte con le amiche quando andavamo a ballare e vomitavano

Il proprietario chiede a un cliente “come si chiamava quella puttanona con la figa sempre in mostra che..?” “Ornella Muti” “Ah già… Ciao frocione” dice a un altro

e a me, che chiedo se posso portarmi la tazza al tavolino, “lei qui signorina può fare tutto ciò che vuole”: non ero più abituata ai diminutivi

Read Full Post »

La noia.

La noiaaaaaaaaa

Dicevo bene che mi stanco dopo un mese.

A volte qualche giorno dopo, questa volta una settimana prima

Ma devo ancora ricavarci una carezza almeno, o saranno passate troppe lune

Quell’altro invece mi mette più puntini che spazi e, seriamente, leggere tutti quei saggi non gli è servito a un cazzo o forse ne manca anche uno base base su come ci si approccia alle donne e alla vita, su come si usa l’ironia a un primo appuntamento, o per non giocarsi completamente e subito la possibilità di un secondo

Fortunati i miei amori del 2018 che non ho tempo per ricontattarli tutti

··· Che poi questa roba che voglio essere amata da chi mi porto a letto è un po’ una novità (anche se non recentissima) e non vedo perché non mi dovrei far bastare di questi le mani e gli odori, per poi gioire degli occhi platonici del mio amico greco che mi guarda mi capisce e ride, o delle parole di Luca che mi ricorda da quanto ci conosciamo e quante cose abbiam condiviso e chissenefrega del letto!

Ho tutte delle teorie in testa, e delle pratiche in sospeso nel cuore

Sono malata di incoerenza

Read Full Post »

Ah!

Ah ah!

E invece sì!! Questo era un post che ho scritto quando non avevo linea, il 12 all’1 e 29, me lo ricordo, e l’ho ritrovato vuoto. Poco male perché ero indecisa anche sul momento se pubblicarlo o no. Poco male perché poco male punto, capita, in Marocco ho perso il mio diario cartaceo di viaggio e tutto è andato splendidamente come stava andando prima di perderlo e meglio, e alla fine l’ho anche ritrovato.

Parlava di molte cose che non so più (uno dei più lunghi mai scritti ultimamente, e pazienza) e del fatto che mi sentivo sola e che anche senza linea sono uscita con una persona nuova ma che non so se vale perché è una persona senza smartphone. E della foto che ho fatto prima di incontrarlo davanti a un tramonto tristissimo:

C’era una ragazza lì a sinistra, pochissimo fuori dall’inquadratura, che si è spostata di qualche metro dopo il mio scatto e chissà che avrà pensato

Io invece non mi sono mossa quando mi han rubato il tramonto dal riflesso dei capelli – ma questo non so se lo avevo scritto quella notte

Read Full Post »

se questo piumone arrotolato male non fosse un piumone arrotolato male ma fossi tu che mi aspetti a casa e nell’attesa ti sei addormentato

se questi calzini che spuntano fuori non fossero i miei calzini ma fossero i tuoi piedi, accavallati

se le maniche del mio pigiama aperte sul cuscino non fossero le maniche del mio pigiama aperte sul cuscino ma fossero le tue braccia e io potessi, vestita, stendermi nello spazio esiguo del letto singolo e tu ti muovessi appena e dicessi appena ciao e io potessi riposare un’ora così finché non suonano i nostri amici che arriverebbero con 4 pizze e passassimo un pomeriggio da sogno

ma vero

Read Full Post »

i nomi

Non gliel’ho detto alla psicologa ma io li chiamo i nomi. I nomi di cui sono pieni i miei diari (le lettere di cui sono pieni i miei articoli)

Mi innamoro il tempo di un ciclo e mezzo, il tempo di fare due o tre cene, sperimentare due o tre cose, immaginare due o tre futuri prossimi e poi ciao, nomi, qui o sui diari o nella rubrica del telefono, alcuni neanche più in quella. Immagini specifiche di un modo di sfregare dei suoi capelli sul mio braccio, la mia mano sulla sua schiena, le mie dita attorno a. Didascalie alle mie stupide poesie.

Quelli che ho visti meno li ho visti per più tempo, con alcuni c’è ancora scambio di sogni di musiche di viaggi, da un paese o da un continente all’altro, su whatsapp… Ah l’amore di questo secolo, che noia e che distanza e che silenzio e che tempi tutti suoi. Chissà come li ho scelti. Perché mi han cercata meno, o interessata o calmata di più quando piangevo e non lo sapevano. Un insicuro, un sicurissimo. O è il contrario. Io in mezzo, che sembro sempre stare meglio di come sto. Coi miei capelli biondo platino e il rossetto rosso,, credete davvero che sia felice?

Poi avevo scritto un’altra cosa ma l’ho cancellata

Con uno sono stata otto mesi, metà a distanza, un nome che non si scrive come si pronuncia, devi raddoppiare e togliere e aspirare e fare e sarà quello che l’ha salvato? L’ortografia!

Aiutami a fare ordine nel mio abbecedario dell’amore, un nome al mese un euro al minuto

E qui scriverei un’altra cosa che cancellerei perciò non mi ci metto neanche

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: