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Archive for the ‘Viaggi mentalinguistici’ Category

Pare che questo articolo fosse rimasto una bozza, dal 3 novembre. Ve lo regalo due mesi quasi tre dopo, ripensando al Québec.

Go!

Non è un anglicismo… È un altro regalo che mi fa Westphal nell’introduzione a La géocritique : réel, fiction, espace.

Dopo l’aune e l’autoérotisme, e derechef per ancora una volta… ecco per me tout de go = direttamente e liberamente, senza preamboli, e anche il verbo gober, divorare ma… per aspirazione!

È anche possibile se gober, ma lì ci si mangia forse con gli occhi, col cuore: perché significa avere una grande opinione di sé

E infine è possibile usare goal anche per indicare il portiere, che normalement al goal si oppone! Che meraviglia le lingue…

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PS) È un giochetto che avevo iniziato a Paris: lo continuo dal Singing Goat, Sherbrooke. È il loro Petit Robert del 2001 che ho fotografato, e pure dimenticando la parola di oggi 😀

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Cercavo l’aune sul Petit Robert del 2011 e ho trovato l’autoérotisme 

c’est-à-dire l’erotismo la cui sorgente [non à un calco, ma un rimando all’esplosione di liquidi] è all’interno del soggetto stesso, e non all’interno di una relazione in cui si è oggetto. 

Non sono contenta della mia traduzione, ma sono contenta di avere dei brividi per la parola oggetto, anche se è vero che c’è sempre una direzione nell’erotismo, o meglio due. Mi dico che lo scopo di ogni relazione erotica potrebbe essere cercare di restare due (o più) soggetti, io desiderante, tu desiderante e non solo desiderata/o… o magari farsi entrambi: desiderio!

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PS) È un giochetto che avevo iniziato a Paris: lo continuo dal Singing Goat, Sherbrooke. È il loro Petit Robert del 2001 che ho fotografato, e pure dimenticando la parola di oggi 😀

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L’ho già detto che sono a Parigi?

E niente, mi sorprendo a rispondermi “il est qua” cercando il pc, e adoro il modo in cui le lingue cominciano a mischiarsi nella mia testa!

* * *

[Scritto il 23/08/2016, secondo giorno a Parigi, Canada -1, QUI il resto delle mie avventure parigine e canadesi…]

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Un’altra serie.

È così bello e facile stare meglio creando piccoli rituali legati alle cose che ci piacciono di più!

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Sono partita per Paris da cui partirò per il Québec. Non ho potuto portare con me i miei dizionari, le mie parole.

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Ma in questo appartamento pieno di libri e filosofie ho trovato un Larousse tascabile Français-Anglais e ho cominciato aprendo guarda caso su

LEA, langues  étrangères appliquées  (facile), leader e leadership  (pure) e finalmente leccare:

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Non contenta, volendo fare la prova all’indietro, cercando e non trovando wash up ho scoperto che il washout inglese è il fiasco (!) francese, sono capitata su roast-beef scritto rosbif e su nightie (pronunciato con -i- finale) per chemise de nuit.

Insomma, con questo gioco mi son fatta già prendere la mano…

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Sinuoso. - O sincretismo brasileiro, fonte de riqueza para descobrir o sinuoso da historia, da fé e de um povo que afirma no meio de desigualdades injustas, sua alegria e esperança.

C’è un’altra cosa che mi ha colpito, quando ho letto Roland Barthes a colazione, e che venerdì non ho scritto. Non è propriamente una cosa: è una parola. Accade all’inizio dell’intervista:

tutto il suo lavoro è attraversato dall’interesse ai mezzi di comunicazione di massa…

«Sì, ma un interesse ambiguo. Il mio vero interesse costante è stato per la scrittura, la pratica letteraria, che implica una maggior sinuosità…». Se c’era una parola che avrebbe riassunto tutto, ecco, l’ha detta: «sinuosità»

L’ho mai detto che mi impiglio nelle parole? Questa volta è un impigliarsi bello, come quando cammino trasognata, troppo, e mi inciampo ma non cado e rido.

Sinuosità…

Una scrittura e una letteratura sinuose cosa sono? Come strade, strade di montagna, strade sterrate, o collinari, o che ti portano al mare, ti portano in altrovi migliori comunque.

Ed etimologicamente?

Sono caratterizzate da un seguito di seni, mi suggerisce l’amato Aldo Gabrielli, e mi sembra una definizione perfetta per il Roland Barthes che parla di desiderio, che scrive tradotto da Renzo Guidieri Frammenti di un discorso amoroso.

Ai frammenti (uno e due) che ho già amato aggiungo i SENI della SINUOSITA’ di oggi: immagino i corpi della scrittura e della letteratura: rotondi, percorsi, leggibili al tocco, evidenti, reali, o (di)segni…

 

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Tamara de Lempicka

Domenica sono stata a Torino, a passeggiare tra i negozi e i ristoranti chiusi, e poi alla mostra su Tamara de Lempicka, che mi ha felicemente riempito gli occhi di occhi gelidi e vitrei, diagonali, taglienti sugli spigoli e le morbidezze dei seni e delle pance di queste proiezioni e variazioni dell’artista, in vari colori (freddi) e studi. (altro…)

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La parola contraria

[Qui la versione originale francese]

Dopo l’attacco alla redazione parigina di “Charlie Hebdo” (di cui ho parlato a caldo qui e a mente un po’ più fredda qui), si è parlato tanto di Libertà d’espressione. Per questo motivo condivido la foto che la casa editrice Gallimard ha pubblicato su Facebook. Buon viaggio mentalinguistico con Erri De Luca sulla parola sabotare…

Una riflessione sulla libertà d’espressione e la parola contraria

Rivendico il diritto di utilizzare il verbo “sabotare” come previsto dalla lingua italiana.
Non si può ridurre utilizzandolo solo nel senso di distruzione materiale, come pretenderebbe l’accusa di questo processo.
Per esempio: uno sciopero, in particolare di tipo selvaggio, senza preavviso, sabota la produzione di uno stabilimento o un servizio.
Un soldato che esegue male un ordine lo sabota.
L’ostruzionismo parlamentare contro un progetto di legge lo sabota. Le negligenze, volontarie o meno, sabotano.
(…)
L’accusa vorrebbe che il verbo “sabotare” avesse un unico senso. In nome della lingua italiana e della ragione, rifiuto la limitazione di senso.
(…)
Accetto volentieri una condanna in tribunale, ma non una riduzione di vocabolario.”

Erri De Luca.

(Autore di una vasta bibliografia e uno degli scrittori italiani più letti al mondo, Erri de Luca è sotto processo per aver sostenuto il movimento NO TAV che si oppone alla costruzione della linea dell’alta velocità tra Francia e Italia)

 

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