Feeds:
Articoli
Commenti

Sento l’intervista a Gattuso che dice : “a livello di balistica, di conclusioni, di finalizzazioni, abbiamo dei problemi”

Cioè?!?

Cioè non fate GOL! Gol, tre lettere! Quattro scritto all’inglese se no va bene RETE, quattro lettere pure lei! Non balistiche conclusioni e finalizzazioni! (Trentacinque lettere)

Ho capito che stai a Milano da moltissimo tempo ormai, però c’è un limite… E il limite sta molto prima del numero di lettere possibili moltiplicato per circa dieci! Grazie…

Annunci

C’è tutto un cielo oggi là fuori che a farci la ruota mi sembra l’oceano di Asilah col tramonto e l’orizzonte crespo di onde, e che mi aveva ricordato le montagne di qui, ma al posto della neve la schiuma

…E non mi viene neanche la nostalgia, che bello!

Stamattina facevo Incursioni sul blog di Anice, onirismi et onanismi. Si parla di periferie, ma non quelle “preconfezionate tanto care ad amministrazioni, ricercatori e turisti”.

Il link mi porta al suo profilo instagram, dove trovo questa foto:

Per fare le cose per bene servono: innanzitutto l’amore, poi la tecnica.

E ho capito perché è così tanto più facile innamorarsi di una persona straniera: perché gli anni di studio, la giusta sintassi, le regole grammaticali, non possono che passare in secondo piano e prima viene fuori l’amore

– l’amore sgrammaticato del past simple quando il passato invece proprio semplice non è, l’amore del non sapere bene cosa rispondere al tuo inglese perfetto, alle parole giuste nel momento giusto.

Quando non ci si può concentrare sulle cose da dire, quando non mi posso riempire la bocca e la stanza e la testa e le storie di mille frasi complesse e costruzioni pesanti, esce fuori che sorrido in un modo che serva a farti capire quanta perfezione sei nel qui e ora, e sbatto gli occhi, e me ne frego di come mi metti i capelli – e oggi tu mi pensi per questo più che per tutte le cose che nelle cinque sei lingue che avevamo a disposizione non ho saputo dirti. Tanto bastavano la musica e la luce, le schiene, il respiro.

Bastava metterci l’amore prima della tecnica, prima della parola. (“In principio fu il verbo”… Ma l’amore prima del verbo)

Giocare all’amore

Vorrei scrivere che sei la cosa più vicina all’amore che mi è capitata quest’anno ma mi guardo indietro (e avanti) e vedo mille altre cose e persone e città di cui potrei scrivere lo stesso e allora lascio perdere e penso… penso che sono molto brava in questo, molto brava ad andarci vicino all’amore, senza prenderlo mai.

(E mi becco a pensarlo col sorriso, ché mi sembra che così continuo a giocare, e giocare è bello)

Il cuscino come un comodino,

o una scrivania,

e una calma strana nonostante il mal di testa, e nonostante io abbia fatto un poco meno del mio dovere, oggi.

°

Sarà ancora il Marocco dentro…

Saranno i tuoi messaggi, Achraf

O la musica che scopro,

Le notizie dall’Africa e dal mondo.

°

(Nel mondo, e del mondo : sentirmici)

Ovunque

Una donna metallica, e sconosciuta, mi dice che gli operatori (uomini? Sconosciuti) sono occupati e di richiamare.

Di nuovo.

Di nuovo.

Squilla. E una donna non metallica, un’operatrice, mi risponde mentre metto il cioccolato in bocca e io mi sento come una bambina colta in fallo e da quel momento la telefonata è risate, imbarazzi, goffaggini e giri infiniti per la cucina.

Voglio sapere se hanno esaminato la mia richiesta di riconoscimento crediti per quel maledetto percorso dei 24 cfu, ma soprattutto come fare ad aggiungere un documento nuovo, un verbale di consiglio di corso di studi che dichiara compatibile il programma da me svolto all’estero coi contenuti richiesti dal decreto – che me li immagino tutti i docenti e le docenti a parlare un minuto di me (qualcun@ mi avrà riconosciuto, altr* no) e mi intenerisce questa dimensione umana che ha l’università di Genova, anche se non è bastata finora a trattenere la depressione strisciante ogni volta che le carte in tavola cambiavano e il percorso per tornare dietro la cattedra si allungava e mi sembrava di essere nella mia classe peggiore, il pavimento disseminato di gessetti cd fogli e in definitiva trappole (la classe peggiore è la burocrazia).

Finora, dicevo.

Finora cioè fino a prima di prendere e partire e fare una pausa dal nulla, la mia splendida immeritata vacanza in Marocco. Come ti relativizzano tutto i viaggi nient’altro… Gli amori iniziati, le amicizie recenti e storiche, la famiglia, i sogni. Partite in viaggio e poi fate la conta di cosa resta immutato o no dopo, il resto decidete che farne. Bisognerebbe inventare l’obbligo di prenotare un viaggio al mese e non finire di rimettersi in discussione mai.

Non mi deprimono più le vostre lentezze, i cambiamenti di rotta, le richieste improbabili. Come potrebbero, quando so che c’è chi sa (un giornalaio, un cameriere che ha fatto scienze politiche a Padova, un traduttore legale) – lontano da qui – che tornerò: senza aspettarmi, eh, ché a me non piace essere attesa; ma sapendo e dicendomi guardandomi in faccia che non è l’ultima volta che ci si vede. Come deprimermi quando ho progetti di felicità possibili altrove. Come deprimermi quando so che basta un viaggio di dieci giorni a mettere a posto il dolore di mesi… Il Marocco non mi ha curata. Ma nel caos di Tangeri ho capito come collocarmi e collocare le cose della vita: ovunque, sparse. Spargermi e sparpagliare non sono più difetti, è il mio modo di (dis)ordinare il mondo. E a questo mondo non c’è spazio per le depressioni burocratiche, le tristezze legali, le sale d’attesa dei nostri futuri. È un mondo presente ovunque io sia, sapendo che ovunque posso tornare, quando voglio. A presto…

resta in ascolto

Mi rinvio la nostra Chat Whatsapp via email perché sto bene quando riesco a spremere dalle storie finite ancora un po’ di poesia

Succedono cose strane se si provano a chiedere a google in un’unica volta due informazioni completamente incoerenti e slegate: tipo Billund cosa vedere mattatoio numero 5…

Immagini perfette l’una accanto all’altra per geometrie colori e soggetti, per esempio. E poi la città dei Lego, certo, ma anche veicoli corazzati da combattimento del Vietnam, siti cinesi che vendono case di riposo per gatti e ipod touch, profumi Bukowski il Titanic, resta in ascolto, libri di matematica delle elementari e 5 parole inglesi con radici greche

Chissà cosa stai leggendo in questo momento

e cosa stai ascoltando

e se mi mandi il link, poi, che cerco il testo e se mi piace la melodia metto tutto nella mia nuova playlist

Calin…

[E ho letto a questo punto già tutta una serie di Los Angeles che prima o poi dovrei cercare nella L.A. di aujourd’hui]

{E ho rischiato di addormentarmi con una biro nel braccio

{E mi hai bloccata tu

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: