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Posts Tagged ‘Bra’

Qui è più facile ascoltarmi. A Bra c’è un silenzio così spesso e viscido e gommoso intorno che il pensiero ne viene immediatamente assorbito e tu ti senti svuotata… Avevi quest’idea, te la rigiravi, ed è scomparsa appena è uscita, inghiottita dal silenzio pannoso che farcisce tutta la città. Non so come facciano le altre persone, quelle che ci vivono, e per vivono intendo davvero, amano scopano odiano litigano escono leggono lavorano. 

Ma io non ho mai avuto buoni coltelli in cucina, per molto tempo non sapevo nemmeno che esistessero (in realtà ho scoperto più tardi che mia madre li nascondeva), credevo che semplicemente tagliare le cipolle finissime, le carote, le patate, sbucciarle, fossero compiti più difficili di altri e così andasse il mondo. Quando ho saputo che mi sbagliavo non ce l’ho fatta a spendere una decina di euro e comprarmi uno di quei set. Perché ho sempre fatto senza e pazienza la cipolla sfatta e le dita tagliate ogni volta che faccio cena. Invece forse queste altre persone che vivono a bra devono sapere bene che esiste un coltello per ogni cosa, e forse esiste anche un coltello per quella nebbia atroce e soffocante e io non ce l’ho, e non lo compro, non è nel cassetto di nessuna casa in cui vado a abitare (a Nizza, forse? Ma era sempre da lavare) e i compiti sono forse tutti più difficili ma io li faccio come li ho sempre fatti e il mio pensiero è libero di uscire senza affogare in nessun silenzio, anzi si aggroviglia e s’impiglia nei fili elettrici o dei panni stesi nei vicoli rumorosi di questo centro storico, e io sto un po’ meglio

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18 aprile 2016

Offro in pasto alla mia retina i papaveri rossi ai bordi del binario 1 a Bra e il verde primaverile che nessun altro verde gli assomiglia – nemmeno quello estivo – e queste immensità di fiori gialli che mi sembra di stare in una rivisitazione pop artistica di una poesia di Van Gogh…
Ci bevo su un po’ di brezza d’aprile -più fresca di come te l’aspetti- e digerisco stanchezze tristezze arrabbiature e paranoie, il senso di colpa perché mancherò a scuola anche domani e dopo domani, e poi per qualche esame, ma ho bisogno di tutto questo *riposo compensativo*, di addormentarmi leggera questa notte e *con lo stesso peso* alzarmi la mattina e scendere nei vicoli, salire i tre piani del Polo didattico, mangiare qualcosa di sano e speziato, non chiedere niente al mare quando ci vedremo…

 

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in alto a sinistra le montagne dove andiamo, con cui stiamo

Ma sì, non ci fossero le auto che taglio dalle foto ormai da tanti anni (e poi le case non hanno più base, non hanno più porte, come se qualcuno ci abitasse da sempre e si fosse calato dal tetto), mi piacerebbe questo scorcio di Bra, le tre case semplici in piazza caduti da qualche decennio, la statua di un santo che guarda stupito l’ultimissima luce di gennaio sulle montagne lì dietro (in alto a sinistra, come il titolo di quel libro di quello scrittore che si rifiuta di usare le parole come voi gli imporreste di fare) e la gru che le aggiusta – per i troppi buchi che ci fanno.

Arrivo ValSusa, si sta con le montagne!

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“Traduzione a parte”: le cose che scrivo quando non traduco, non lavoro, mentre vivo… (e che in fondo diventano, come capita a tutte le persone che traducono o lavorano con le lingue e le scritture, la mia lingua e le mie traduzioni)
La foto: scattata dal cellulare, pardonnez-moi.
Di questo blog in (continuo) cambiamento: puoi ricevere gli articoli via mail seguendo le istruzioni a destra…

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Librerie Indipendenti Genova

La mia città natale (Bra) contava quando ero adolescente tre o quattro librerie in centro. Una aveva la commessa severa e non ci andavo volentieri. Una era gestita da suore e ci andavo solo per i libri di scuola. La terza era (altro…)

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