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Posts Tagged ‘desiderio’

Cercavo l’aune sul Petit Robert del 2011 e ho trovato l’autoérotisme 

c’est-à-dire l’erotismo la cui sorgente [non à un calco, ma un rimando all’esplosione di liquidi] è all’interno del soggetto stesso, e non all’interno di una relazione in cui si è oggetto. 

Non sono contenta della mia traduzione, ma sono contenta di avere dei brividi per la parola oggetto, anche se è vero che c’è sempre una direzione nell’erotismo, o meglio due. Mi dico che lo scopo di ogni relazione erotica potrebbe essere cercare di restare due (o più) soggetti, io desiderante, tu desiderante e non solo desiderata/o… o magari farsi entrambi: desiderio!

– – – 

PS) È un giochetto che avevo iniziato a Paris: lo continuo dal Singing Goat, Sherbrooke. È il loro Petit Robert del 2001 che ho fotografato, e pure dimenticando la parola di oggi 😀

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Sinuoso. - O sincretismo brasileiro, fonte de riqueza para descobrir o sinuoso da historia, da fé e de um povo que afirma no meio de desigualdades injustas, sua alegria e esperança.

C’è un’altra cosa che mi ha colpito, quando ho letto Roland Barthes a colazione, e che venerdì non ho scritto. Non è propriamente una cosa: è una parola. Accade all’inizio dell’intervista:

tutto il suo lavoro è attraversato dall’interesse ai mezzi di comunicazione di massa…

«Sì, ma un interesse ambiguo. Il mio vero interesse costante è stato per la scrittura, la pratica letteraria, che implica una maggior sinuosità…». Se c’era una parola che avrebbe riassunto tutto, ecco, l’ha detta: «sinuosità»

L’ho mai detto che mi impiglio nelle parole? Questa volta è un impigliarsi bello, come quando cammino trasognata, troppo, e mi inciampo ma non cado e rido.

Sinuosità…

Una scrittura e una letteratura sinuose cosa sono? Come strade, strade di montagna, strade sterrate, o collinari, o che ti portano al mare, ti portano in altrovi migliori comunque.

Ed etimologicamente?

Sono caratterizzate da un seguito di seni, mi suggerisce l’amato Aldo Gabrielli, e mi sembra una definizione perfetta per il Roland Barthes che parla di desiderio, che scrive tradotto da Renzo Guidieri Frammenti di un discorso amoroso.

Ai frammenti (uno e due) che ho già amato aggiungo i SENI della SINUOSITA’ di oggi: immagino i corpi della scrittura e della letteratura: rotondi, percorsi, leggibili al tocco, evidenti, reali, o (di)segni…

 

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Forse si era già capito che in quanto a colazioni ho gusti strani. Questa mattina yoghurt di soia ai cereali, frutta secca, cioccolato, semi vari… e un’intervista a Roland Barthes pubblicata nel 2014 e ripubblicata oggi su Le parole e le cose.

Potessi, la ricopierei qui. Citarla a pezzetti mi sembra crudele, ma devo provarci (e poi le interviste son sempre composizioni di pezzetti di vita e pensieri di qualcuno, ma se chi intervista è bravo hanno la forma di vere conversazioni, ed è questo il caso)…

"politica e distanza, linguaggio"

“politica e distanza, linguaggio”

 

Subito mi parla perché quest’anno ho deciso di iniziare il mio quaderno così, “con politica e distanza, linguaggio“. (altro…)

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