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Posts Tagged ‘impigliarsi nelle parole’

Sinuoso. - O sincretismo brasileiro, fonte de riqueza para descobrir o sinuoso da historia, da fé e de um povo que afirma no meio de desigualdades injustas, sua alegria e esperança.

C’è un’altra cosa che mi ha colpito, quando ho letto Roland Barthes a colazione, e che venerdì non ho scritto. Non è propriamente una cosa: è una parola. Accade all’inizio dell’intervista:

tutto il suo lavoro è attraversato dall’interesse ai mezzi di comunicazione di massa…

«Sì, ma un interesse ambiguo. Il mio vero interesse costante è stato per la scrittura, la pratica letteraria, che implica una maggior sinuosità…». Se c’era una parola che avrebbe riassunto tutto, ecco, l’ha detta: «sinuosità»

L’ho mai detto che mi impiglio nelle parole? Questa volta è un impigliarsi bello, come quando cammino trasognata, troppo, e mi inciampo ma non cado e rido.

Sinuosità…

Una scrittura e una letteratura sinuose cosa sono? Come strade, strade di montagna, strade sterrate, o collinari, o che ti portano al mare, ti portano in altrovi migliori comunque.

Ed etimologicamente?

Sono caratterizzate da un seguito di seni, mi suggerisce l’amato Aldo Gabrielli, e mi sembra una definizione perfetta per il Roland Barthes che parla di desiderio, che scrive tradotto da Renzo Guidieri Frammenti di un discorso amoroso.

Ai frammenti (uno e due) che ho già amato aggiungo i SENI della SINUOSITA’ di oggi: immagino i corpi della scrittura e della letteratura: rotondi, percorsi, leggibili al tocco, evidenti, reali, o (di)segni…

 

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[ wellness prison ]

Cammino nuda e ferita nel freddo del 16 agosto, con pensieri di rabbie e di fughe, e libri che non riesco a leggere.

>>Perché mi impiglio nelle parole, Elisio, avevi ragione, ma non in quel modo che – dici – fa innamorare le donne:

Luna impigliata

io oggi boccheggio un po’ e questi due punti li odio,, vorrei ci fosse qualcun@ nella mia vita a cui non servisse dare: spiegazioni.

– – –

Elle était traductrice et voyageuse. Quando non traduceva, viaggiava; quando non viaggiava, traduceva. Più spesso che poteva, viaggiava e traduceva e scriveva di traduzione (su questo blog) e viaggi (su un altro blog)… 

Le fotola prima l’ho trovata qui; la seconda l’ho modificata a partire da qui e nel farlo ho notato cosa c’è davvero a impigliare la luna, andando oltre al nero che vedo sul mio monitor a risoluzione sbagliata…; la terza è qui, e ci potete arrivare anche cliccandoci su.
Di questo blog in (continuo) cambiamento: puoi ricevere gli articoli via mail seguendo le istruzioni in alto a destra (o in basso al centro se leggi questo blog da smartphone)…
Qualcosa resta impigliato (e ci salva?)

Qualcosa resta impigliato (e ci salva?)

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