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Posts Tagged ‘No Tav’

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Nello stesso cinema di Voyage en Barbarie – Under the skin, ho visto I ricordi del fiume sulla mia amata odiosa Torino, che diventa stretta, borghese, turistica, gentrificata, vetrina, comfort e che ne so.

Oddio, dire che è su Torino è sbagliato.

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lavanda

Sognarli tutte le notti. Anche oggi che non te ne accorgi mai ma ti lascio sempre un po’ di trucco nel letto e me ne vado via col sorriso più largo in faccia, meno restaurato – con tutti i segni del tempo passato con te: passato sui sentieri di montagna percorsi per scappare o per combattere. (altro…)

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in alto a sinistra le montagne dove andiamo, con cui stiamo

Ma sì, non ci fossero le auto che taglio dalle foto ormai da tanti anni (e poi le case non hanno più base, non hanno più porte, come se qualcuno ci abitasse da sempre e si fosse calato dal tetto), mi piacerebbe questo scorcio di Bra, le tre case semplici in piazza caduti da qualche decennio, la statua di un santo che guarda stupito l’ultimissima luce di gennaio sulle montagne lì dietro (in alto a sinistra, come il titolo di quel libro di quello scrittore che si rifiuta di usare le parole come voi gli imporreste di fare) e la gru che le aggiusta – per i troppi buchi che ci fanno.

Arrivo ValSusa, si sta con le montagne!

– – –

“Traduzione a parte”: le cose che scrivo quando non traduco, non lavoro, mentre vivo… (e che in fondo diventano, come capita a tutte le persone che traducono o lavorano con le lingue e le scritture, la mia lingua e le mie traduzioni)
La foto: scattata dal cellulare, pardonnez-moi.
Di questo blog in (continuo) cambiamento: puoi ricevere gli articoli via mail seguendo le istruzioni a destra…

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La parola contraria

[Qui la versione originale francese]

Dopo l’attacco alla redazione parigina di “Charlie Hebdo” (di cui ho parlato a caldo qui e a mente un po’ più fredda qui), si è parlato tanto di Libertà d’espressione. Per questo motivo condivido la foto che la casa editrice Gallimard ha pubblicato su Facebook. Buon viaggio mentalinguistico con Erri De Luca sulla parola sabotare…

Una riflessione sulla libertà d’espressione e la parola contraria

Rivendico il diritto di utilizzare il verbo “sabotare” come previsto dalla lingua italiana.
Non si può ridurre utilizzandolo solo nel senso di distruzione materiale, come pretenderebbe l’accusa di questo processo.
Per esempio: uno sciopero, in particolare di tipo selvaggio, senza preavviso, sabota la produzione di uno stabilimento o un servizio.
Un soldato che esegue male un ordine lo sabota.
L’ostruzionismo parlamentare contro un progetto di legge lo sabota. Le negligenze, volontarie o meno, sabotano.
(…)
L’accusa vorrebbe che il verbo “sabotare” avesse un unico senso. In nome della lingua italiana e della ragione, rifiuto la limitazione di senso.
(…)
Accetto volentieri una condanna in tribunale, ma non una riduzione di vocabolario.”

Erri De Luca.

(Autore di una vasta bibliografia e uno degli scrittori italiani più letti al mondo, Erri de Luca è sotto processo per aver sostenuto il movimento NO TAV che si oppone alla costruzione della linea dell’alta velocità tra Francia e Italia)

 

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La parole contraire

[Qui la traduzione italiana]

Après l’attaque de la rédaction de “Charlie Hebdo” à Paris (j’en ai parlé en italien ici et ici) on a parlé beaucoup de Liberté d’expression. Je veux donc partager la photo de la Maison d’Edition Gallimard que j’ai trouvé sur Facebook et voyager (mentalement!) avec eux et Erri De Luca sur le mot “SABOTER”… (altro…)

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Librerie Indipendenti Genova

La mia città natale (Bra) contava quando ero adolescente tre o quattro librerie in centro. Una aveva la commessa severa e non ci andavo volentieri. Una era gestita da suore e ci andavo solo per i libri di scuola. La terza era (altro…)

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