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Posts Tagged ‘Reggio Emilia’

in/finito

Mi piace quando nei libri, trovo me invece dell’altro/a.

[Mi capita sempre, quando è il libro giusto. Lo vedo, mi chiama, lo sfoglio, mi specchio, chiudo e acquisto. Se sono a casa ed è la mia libreria che ho davanti, vale la stessa cosa. Mi ritrovo e lo metto in borsa. E(ppure) mi stupisco sempre.]

Mi piace ancora di più quando i libri che scrivono di me non l’hanno fatto apposta. Per dire: una settimana fa Paolo Nori, nel primo dei Tre discorsi in anticipo e uno in ritardo, scriveva di Reggio Emilia, del ponte di Calatrava – io ci leggevo i miei pensieri sul romanzo che sto traducendo; ieri sera Michel Foucault scriveva ne La volontà di sapere (volume 1 della Storia della sessualità) sempre i miei pensieri, sul romanzo che sto traducendo e sulla traduzione in generale. (Forse su ogni libro? Forse su ogni lavoro?) Eccoli:

 

Il mio sogno sarebbe un lavoro di lungo respiro, capace di correggersi man mano che si sviluppa, aperto alle reazioni che suscita, alle congiunture che gli toccherà di incontrare, e forse ad ipotesi nuove. Lo vorrei un lavoro disperso e mutevole.

Michel Foucault, La volontà di sapere, Storia della sessualità 1,
traduzione di Pasquale Pasquino e Giovanna Procacci

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Monarch Rest

 

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0. Delle idee

Se dovessi dire come mi è sembrato questo lavoro, direi che è stato un lavoro che ha girato intorno a duce cose, un nome e un territorio. E che nessuno sa bene come mai quel nome era saltato fuori proprio quel territorio, direi se fossi arrivata alla fine del lavoro.

Invece il lavoro l’ho appena cominciato e queste cose che ho detto non le avrei potute dire, visto che non so niente.

Paolo Nori, Tre discorsi in anticipo e uno in ritardo,
“Delle voci su Calatrava” e su Reggio Emilia, e poi su
di me e sul libro che ho appena cominciato a tradurre.

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