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Posts Tagged ‘traduzione brevettuale’

 

 

holding hands - together forever

 

Spesso, se ci viene chiesto di pensare in termini di traduzione letteraria VS traduzione tecnica, vince la prima per poeticità, romanticismo, numero di vaggi mentalinguistici che è possibile farci su… Per dire: mi sono quasi commossa ad una conferenza di Susanna Basso (traduttrice, per esempio, di Alice Munro) per l’Autore InVisibile al Salone del Libro di Torino. E, tra tutti, gli incontri più affascinanti alla fine erano quelli in cui chi ha scritto il libro incontrava chi lo ha tradotto, chi lo ha tradotto incontrava chi lo ha rivisto o chi ne ha corretto le bozze, eccetera. Incontri tra persone che rivestono ruoli apparentemente subordinati; persone che sempre restituivano al pubblico l’impressione che in casa editrice regnasse una idilliaca atmosfera di collaborazione. Si lavora “insieme“, non “per“, sembravano dirci.

Bene, quando si traducono testi tecnici, e soprattutto brevetti, e per un’azienda in particolare (dove si è anche lavorato in-house per un certo periodo, imparando dai colleghi e dalle colleghe, dalle project manager, da revisori e revisore, dal tecnico informatico…), anche in questo caso è possibile trovare persone con cui cooperare, anziché gareggiare. Lo capisci quando chiedi consiglio su un termine a un traduttore del team e scopri che sarà lui a rivedere il tuo lavoro, e dopo aver provato a trovare una soluzione insieme ti dice:

Vediamo

“Vediamo”. Non vede lui, da solo, con ghigno da matita rossa. Non vedi poi tu, coniugato al futuro, minacciosamente. Vediamo noi. Cioè collaboriamo, cooperiamo…

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Ho:

_ appena consegnato una traduzione abbastanza lunga

_ un sacco di articoli quasi pronti che ho scritto questo mese ma non sono riuscita a finire per bene

_ voglia di uscire e passeggiare sur la Seine! 

 

Parce-que oui, je suis à Paris:

Locandine a Parigi

Locandine a Parigi

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Solitamente odio le foto prese in diagonale, ma questa volta non c'era altro modo. E poi mi sembra più facile continuare quel cielo col pensiero, se voglio...

Solitamente odio le foto prese in diagonale, ma questa volta non c’era altro modo. E poi mi sembra più facile continuare quel cielo col pensiero, se voglio…

E poi arriva quel momento (molto vicino alla fine del lavoro) in cui non ti rendi più conto di dove sei.

Non sai davvero se stai traducendo da casa da una biblioteca da Genova o da Parigi. Certo, ogni tanto guardi fuori alla tua destra, dalla finestra della camera di questa ragazza con cui hai fatto scambio di appartamento per tutto agosto, e il Sacré-Cœur ti fa l’occhiolino da lontano mentre si veste di una nuova luce – una nuova sfumatura – come il mare della città in cui ti sei trasferita ad aprile visto dal tuo terrazzo sul porto… Ma non lo vedi davvero.

Il movimento rapido di testa e cuore fa parte del velocissimo meccanismo traduttivo in cui sei presa, è la pausa di cui hanno bisogno i tuoi occhi, che però ancora vedono radar e sonar e trasduttori e circuiti. Perché è lì che sei, su quella barca che vogliono brevettare, nel testo, nelle parole.

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a poco a poco, tutto

Sì lo so, devo finire il post sulle parole e manca proprio la parte più bella, quella che più mi sto divertendo a scrivere.

Ma martedì ho iniziato a lavorare da traduttrice freelance e ho appena inviato il primo lavoro e volevo scrivere da qualche parte della gioia che ti prende quando non te l’aspetti a vedere la colonna destra sul tuo monitor che si riempie a poco a poco, che cresce, che infine diventa testo e te la puoi riguardare e coccolare tutta.

Quanta bellezza!

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"the recent graduate" ;)

Mi sembra ieri che era giugno, il mio primo monolocale dopo anni di alloggi in condivisione, e lì lasciavo che si facesse inverno, e lavoravo a progetto come promoter HP tre giorni a settimana, scoprivo e vivevo Torino e il mio nuovo quartiere il resto del tempo, continuavo a occuparmi di traduzione e di traduzione femminista, avevo un certo mio equilibrio.

Poi mi riducevano stipendio e giornate lavorative e tornavo a dar volantini in università come 7 anni fa e mentre pensavo a cosa fare della mia vita (altro…)

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to Hogwarts

Parto da lontano.

Frequentavo le scuole medie e leggevo Harry Potter.

Mi piaceva, e quello che ho pensato un pomeriggio è stato: “Com’è brava a scrivere J. K. Rowling“; e un attimo dopo: (altro…)

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Oggi iniziano a Urbino le XI Giornate della Traduzione Letteraria a cura di Stefano Arduini e Ilide Carmignani… e io non ci sono! Questa, per me, sarebbe stata la terza edizione consecutiva.

Tre anni fa mi innamorai di Pesaro che ero ancora una bambina, specialmente professionalmente. Vivevo come un sogno, (altro…)

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Metropolitana verso lo stage di traduzione-brevetti presso InnovaLANG, mattino presto.

Il thè non ha ancora fatto completamente effetto. (altro…)

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