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Mi piacciono quell* che dicono presepio, perché presepe mi sembra più latino (e non lo è)

Mi piace mangiare diversi popcorn alla volta e mettere in bocca anche le dita, così posso leccar via il sale indisturbata ogni volta

Mi piace anche leccarmi le dita e le mani sporche di cibo se capita e disturbare, non importa

Conosco quella sensazione di corpo minuscolo sulla mia pancia, ciglia lunghe e ferme, bocca a cercare la tetta nel sonno, sospiro poco prima di svegliarsi e via a cullarlo soffiare e canticchiare così la mamma continua a dormire di sopra

C mi sa che sta per Coffee e pensare che Caffè è talmente un bel nome!, per il luogo dico, non (solo) per la bevanda

Insomma fanno le cose alla milanese (sotto l’insegna c’è scritto che vengono proprio da lì) ma esce un profumo di croissant che non ne ho mai avuta così tanta voglia e visto che oggi sono in anticipo me lo concedo (vegano al lampone, quello che hanno in tutti i bar) e niente il tipo al bancone è semplicemente splendido, splendido, alle sei ha una battuta (delicata e simpatica) per tutt* e conosce i suoi clienti abituali [“direttrice, come va?”] e coi tempi genovesi li vuole conoscere ancora meglio [“AD, ma qual è il suo nome?” – “Laura”] e parla inglese come un inglese e io lo vedo che questo turista è imbarazzato di sorpresa e sta rivedendo un attimo prima di partire tutto quello che ha pensato fin’ora dell’Italia, dice anche Sir e non sta sfottendo, non sembra un manuale scolastico, è che si trasforma davvero in un gentleman per un attimo e poi torna mio fratello, un dipendente, un collega, un padre, un amico e non si ferma mai, non si ferma mai quest’allegrezza, ti mette davvero di buon umore!

Sono stata qua tre giorni fa [tre giorni che in mezzo è franata mezza Liguria (e mezzo mondo) e io ho avuto paura a partire per Marsiglia] ed è scoppiato un autunno giallissimo che ti mette un sorriso al cuore… Arriva dopo l’inverno e sotto il cielo azzurro, come fosse primavera

Intanto davanti a casa di Camillo Sbarbaro un vecchio con gli occhi azzurri scende dal marciapiede e quando capisco che è per farmi passare e non riesco a smettere di guardarlo e sorridere lui mi saluta rispettoso e io ringrazio improvvisamente timida

Poi lungo il viale alberato tappeto di foglie scende in moto uno che urla a se stesso cose lunghe con la A, e mi fa molto ridere, ed è una bella giornata

Sono le dieci e cinquanta e il monte di Portofino è di nuovo lontano.
Puntachiappa divide in due lame la lastra di luce all’orizzonte.

Penso alle onde di là e di qua, a vederle da sotto per la prima volta con la maschera

Quando sei a Nervi e finalmente ci pensano lo sceriffo Woody e Buzz Lightyear a ristrutturare il Marinella

Succede che all’alba poco prima di Recco (direi più o meno alla ciappéa) se non ci sono riflessi, il golfo sembra che lo puoi attraversare a nuoto e il monte di Portofino è così vicino

Questa volta l’alba beccarla a Nervi e comunque ancora a Pieve non ha preso il mare

Sarà che è nuvoloso o che io non ricordo come funziona l’inverno – mi sembra questo il grande fallimento della scienza, che io non riesca ad applicare gli studi fatti sui moti di rotazione e rivoluzione al paesaggio che vedo dal treno o dal porto quasi ogni giorno

E io vorrei lasciare almeno questo alle mie classi: se non come si dice in francese “ho lavorato per N anni nel campo di” almeno come ci si presenta a un colloquio; se non come si chiede l’ora in francese almeno come si chiede la strada, e che viaggino…

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